La strada sale con tornanti stretti ma così larghi alla vista. Il verde di prati costellato dai fiori qua e là, le cascatelle che zampillano acqua scintillante nel sole perfetto e senza nuvole, il cielo più blu del blu stesso: tutto ti fa pensare che un paradiso deve pur essere così, una cosa che ti riempie per intero, gli occhi il cuore e gli organi e il resto.
Il ciclismo ha scelto questo per dimostrare che la scalata verso le stelle è dura, straziante eppure imbevuta della pura bellezza. Quante volte abbiamo pensato che – seppur complicato – il viaggio è stato intenso, una salita che, ad ogni tornante, ci sussurrava che tutto doveva essere fatto per il volere superiore, anche quando noi non volevamo ascoltare.
La visione si apre sulle cime, le immense pareti rocciose contro il cielo scrivono poesie per i nostri occhi abituati alla miseria delle parole vuote di ChatGPT mentre l’aria dell’alta montagna ci ricorda che non viviamo soltanto per correre contro il tempo.
Viviamo per prenderci il tempo.

La gente è stranamente quieta su questa che è la Cima Coppi, la più alta in tre settimane, la più romantica, la più brutale. Contemplano e aspettano come silenziosi fachiri in meditazione. Non è un Giro chiassoso questo, il più silenzioso che io abbia visto. Noi stessi lo siamo, immersi nell’assenza, quieti nell’attesa che continua a metterci alla prova senza piegarci. Il Giau è il grande carillon dei nostri dormiveglia: le immagini sono sempre quelle, una dopo l’altra, ancora le stesse, frammenti di istanti come morsi o come baci. Lassù, oltre la linea dello scollinamento, si staglia la parete della Croda da Lago striata di luce e di ombra come vene di un corpo.
La visione che ci consola appena alziamo lo sguardo, pezzi di noi che sono rimasti altrove e viceversa.

Sale una luna piena per tre quarti mentre torno verso il mondo normale, le Dolomiti si tingono del loro colore. Da qualche parte lassù hanno le loro conchiglie dalle quali sentono il rumore del mare. Lo ascoltano durante le notti di stelle, quando dormire è impossibile ma sognare è tutto quello che possiamo fare ancora per renderlo possibile.